martedì , 22 Settembre 2020

Municipio e Governo centrale. Echi di cronaca

Venerdì 8 maggio, nella Sala Convegni del Seminario diocesano di Nardò, è stata presentata la seconda edizione del saggio “Municipio e Governo centrale. Echi di cronaca” di Giuseppe Mario Potenza.

L’autore ha dedicato la nuova edizion

 

Venerdì 8 maggio, nella Sala Convegni del Seminario diocesano di Nardò, è stata presentata la seconda edizione del saggio “Municipio e Governo centrale. Echi di cronaca” di Giuseppe Mario Potenza.

 

L’autore ha dedicato la nuova edizione del saggio al Prof. Vittorio Bachelet, ucciso in un agguato terroristico dalle Brigate Rosse a Roma, il 12 febbraio 1980.

Bachelet  era stato il direttore di un Corso di specializzazione  frequentato dal Dott. Potenza a Roma negli anni ’60.

L’incontro è stato organizzato dall’Amministrazione comunale di Nardò e dall’Azione Cattolica della Diocesi di Nardò-Gallipoli (Bachelet era Presidente nazionale dell’Azione Cattolica).

Il Dott. Antonio Tiene, Presidente del Consiglio comunale di Nardò, moderatore, aprendo l’incontro ha dato lettura dei messaggi pervenuti all’autore dal Prof. Giovanni Bachelet, figlio di Vittorio, e dal Prof. Gian Candido De Martin, Ordinario nella Luiss di Roma, Presidente del Centro di ricerca sulle Amministrazioni pubbliche Vittorio Bachelet.

Sono intervenuti rappresentanti autorevoli delle istituzioni e della cultura, tra gli altri, il Dirigente della Polizia di Stato di Nardò, Dott. Pantaleo Nicolì, il Comandante della Stazione Carabinieri di Nardò, Luogotenente Giuseppe Serio, il Generale Enrico Ciarfera in rappresentanza della Consulta per la Cultura.  

Prima dei relatori sono intervenuti il sindaco Marcello Risi, l’assessore alla cultura Cosimo Natalizio e monsignor Gino Ruperto, vicario di S.E. Mons. Fernando Filograna, Vescovo di Nardò-Gallipoli.

Il Presidente della seconda  sezione del tribunale penale di Lecce Dott. Roberto Tanisi ha ricordato la figura del Prof. Bachelet, richiamando vari spunti del saggio del Dott. Potenza. “A proposito del rapporto cattolici-politica, Bachelet ci offre – ha osservato il Dott. Tanisi – una riflessione lucida sul modo di intendere l’impegno politico: in un’intervista a “Città Nuova” (10 gennaio 1969) egli precisa: Se per impegno politico si intende fare il galoppino elettorale di qualcuno o di qualche gruppo, l’Azione Cattolica non pensa davvero che questo sia il suo compito. Se invece è l’aiuto e l’invito rispettoso a riferire il proprio impegno e la propria azione alle grandi matrici della ispirazione cristiana, a realizzare l’unità tra fede, via e azione, e ad assumere con coerenza le proprie responsabilità, allora si tratta di quel compito di formazione delle coscienze che ci è proprio’. Bachelet sapeva di essere a rischio, ma ciò non influì minimamente sul suo modo di essere e sulla quotidianità della sua missione. Egli fu ucciso in nome di quei valori laici di libertà e di democrazia, di giustizia e di pace per i quali aveva sempre operato”.

 Il giudice Tanisi ha ha letto i versi che un collega del Consiglio Superiore della Magistratura dedicò a Vittorio Bachelet dopo il suo barbaro assassinio:

 

“Dopo il fragore del tuono, il silenzio:

lontano immoto lacerante,

quasi un istante infinito.

Nel silenzio scolpito,

bianco nel viso,

ancora il Tuo sorriso:

e la forza di continuare.”

 

 Il Prof. Elio Alba, Ordinario nell’Università della Basilicata, ha illustrato il contenuto del saggio di Giuseppe Potenza.

“L’autore ci offre un’analisi approfondita, dura ma onesta, del modo in cui si pongono i pubblici poteri di fronte al cittadino”, ha spiegato il Prof. Alba.

Soffermandosi in modo particolare sull’indagine dei rapporti tra il cittadino e la pubblica Amministrazione non solo a livello non solo locale ma anche centrale.

Il lavoro del Dott. Potenza è frutto di lunghi anni di studio e segue numerose pubblicazioni (alcune sono richiamate nel saggio). L’obiettivo dell’autore è quello di avvicinare la società al diritto: il diritto deve cogliere le esigenze della società nel suo continuo evolversi, ma la società deve pure poter controllare il corretto esercizio dei pubblici poteri. 

Durante l’incontro sono state proiettate le diapositive che riproducono le pagine di antichi testi nell’opera e i documenti antichi riprodotti, con il commento dell’autore, il quale ha evidenziato la mancata attuazione degli istituti di partecipazione, auspicando la previsione legislativa di una conferenza dei cittadini in grado di incidere sull’operato dei parlamentari (anche attraverso l’istituto della revoca, previsto in altri paesi).

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