lunedì , 26 Ottobre 2020

Il sindaco conceda una congrua proroga dei termini di apertura del campo d'accoglienza!

Ho letto l’accorato appello lanciato dall’associazione Diritti a Sud relativo all’annunciata chiusura del campo d’accoglienza per i lavoratori migranti. Credo che sia irragionevole chiudere il campo destinato ad ospitare i lavoratori migranti proprio nel momento in cui numerosi braccianti lavorano nei campi. Considero, inoltre, nostro dovere di città civile ed accogliente, garantire l’accesso alle docce, all’acqua e ad un letto per questi fratelli.

Ho letto l’accorato appello lanciato dall’associazione Diritti a Sud relativo all’annunciata chiusura del campo d’accoglienza per i lavoratori migranti. Credo che sia irragionevole chiudere il campo destinato ad ospitare i lavoratori migranti proprio nel momento in cui numerosi braccianti lavorano nei campi. Considero, inoltre, nostro dovere di città civile ed accogliente, garantire l’accesso alle docce, all’acqua e ad un letto per questi fratelli.

Per questo condivido lo spirito e la finalità dell’appello …anche se non mi meraviglio della decisione, perché su questo tema l’amministrazione è stata sempre incapace di trovare soluzioni logiche e condivise.

Sono convinto, infatti, che la prossima amministrazione dovrà ripensare totalmente il sistema d’accoglienza, collaborando con tutte le associazioni umanitarie e di categoria coinvolte.

La nostra città non solo si è dimostrata debole con i forti, rifiutando di costituirsi parte civile nei processi relativi allo sfruttamento, ma ha anche speso cifre enormi senza ottenere risultati apprezzabili, finendo per portare Nardò  all’attenzione dei media nazionali, con risultati lesivi dell’immagine della città.

La nostra Nardò, infatti, è ormai considerata un connivente epicentro dello sfruttamento delle nuove schiavitù e perfino della prostituzione!

Una situazione vergognosa e beffarda, se consideriamo che quest’anno Nardò ha speso 293.000 euro per l’accoglienza.

Una cifra enorme, che non riesce a trovare immediato riscontro rispetto alle condizioni, penose, in cui versano i nostri fratelli migranti. Ancora una volta a causa dell’incapacità dell’amministrazione, quindi, è stata la comunità neretina a dover pagare un costo che, come avviene in tutta Europa, dovrebbe essere a carico dei grandi produttori, i quali fatturano milioni di euro senza accollarsi l’onere dell’accoglienza.

Per rispetto della dignità umana chiedo al Sindaco una congrua proroga dei termini di apertura del campo d’accoglienza e non solo, come è stato annunciato, fino al 22 settembre, guardacaso a ridosso della manifestazione “Schiavitù Schiavo io”. Una proroga, quest’ultima, davvero troppo esigua. Dobbiamo evitare in ogni modo che queste persone siano sbattute per strada, senza la possibilità d’accesso ai servizi igienici.

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