giovedì , 29 Ottobre 2020

La Metropoli Nardò si ribella…sì, al Grande Fratello

Ha dell’incredibile quanto accaduto ieri dopo la diffusione del provino che la neritina Mary Falconieri ha effettuato per l’ingresso nella casa del Grande Fratello.
La sua colpa? Aver detto, almeno nei pochi secondi andati in onda, di provenire da un paesino in provincia di Lecce.

Ha dell’incredibile quanto accaduto ieri dopo la diffusione del provino che la neritina Mary Falconieri ha effettuato per l’ingresso nella casa del Grande Fratello.
La sua colpa? Aver detto, almeno nei pochi secondi andati in onda, di provenire da un paesino in provincia di Lecce.
Sui social network è scattata immediatamente una gara alla “crocifissione” di questa ragazza. Se qualcuno in maniera pacata, e quindi a pieno titolo, ha sottolineato tale “mancanza”, altri, la maggior parte in verità, hanno tirato fuori tutta la propria rabbia e frustrazione apostrofando in maniera pesante la giovane modella neritina arrivando persino a “scomodare” i defunti.
Questa è la dimostrazione tangibile che effettivamente di “paesino” si tratti. Dove stavano le centinaia e centinaia di persone che ieri si sono ribellate al “fattaccio” quando a Nardò veniva scippato l’ospedale? Dov’erano quando si trattava di protestare per tentare di far chiudere la discarica di Castellino? Dove si trovavano quando si è trattato di scendere piazza per dire no allo scarico a mare della fogna neritina e cesarina? In quale città vivono se non  approntano un minimo di protesta contro i “veleni” del Canale Asso? La “neritinità” sembra venir fuori solo quando si pronuncia la parola “paesino”.
Mettetevelo bene in testa. Fino a quando si continuerà a ragionare in questa maniera Nardò rimarrà un paesino, quanto meno per mentalità. Le pesanti offese e nei confronti di Mary Falconieri ed addirittura contro i suoi familiari ne sono la testimonianza tangibile.
E’ chiaro che in quel pezzo di video sarebbe stato bello sentir pronunciare la parola Nardò. Ma scatenare il putiferio per questo appare, sinceramente, una cosa da “paesino fermo agli settanta” (tanto per citare il regista del film “Sei mai stato sulla luna?” e non di quella “metropoli” nella quale in tanti pensano di abitare.
E, in questo caso, quando si superano i limiti della decenza, quando si offende in maniera così cruenta una ragazza di ventitre anni, come non dare ragione ad Umberto Eco quando afferma che con i social network “è stata data parola a legioni di imbecilli”.

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