venerdì , 25 Settembre 2020

Casette dell'acqua in ogni dove..ma a Nardò?

Apprendiamo con piacere e interesse la notizia della recente inaugurazione a Copertino della “Casetta dell’acqua”, prima di quattro strutture analoghe. Le altre saranno attivate a breve e verranno dislocate sul territorio.

Apprendiamo con piacere e interesse la notizia della recente inaugurazione a Copertino della “Casetta dell’acqua”, prima di quattro strutture analoghe. Le altre saranno attivate a breve e verranno dislocate sul territorio.
Ma l’amministrazione copertinese non è certo la prima ad avere intrapreso l’iter burocratico che ha condotto a ottenere l’installazione di questi dosatori automatici di acqua depurata a buon prezzo; solo nel Salento se ne contano diverse decine, alcune delle quali dislocate a Lecce, Melpignano e Maglie.
Le casette dell’acqua rappresentano infatti uno di quei servizi utili ad intraprendere uno stile di vita ecologicamente meno impattante, poiché rifornirsi da questi distributori non significa solo abbattere notevolmente lo spreco di plastica ma anche ridurre il consumo del carburante utilizzato per il trasporto su strada dell’acqua minerale.
Sempre più spesso, in casa, ci si ritrova ad aver a che fare con acqua corrente per uso domestico talvolta non adatta ad essere bevuta o per cucinare poiché proveniente da tubazioni dell’acquedotto oramai vecchie di settant’anni e pertanto logore o, peggio ancora, danneggiate da infiltrazioni che compromettono la salubrità del liquido. Talvolta poi la percentuale di cloro è talmente elevata da non passare inosservata al gusto.
A Nardò qualche imprenditore aveva già avanzato la propria proposta per la realizzazione della casetta su suolo pubblico ma il vizio dell’affidamento diretto col quale si è costantemente distinta questa amministrazione comunale nel corso del suo mandato, malcostume che abbiamo puntualmente denunciato, ha penalizzato persino le buone iniziative e i propositi lodevoli. Per non parlare dell’abominio giuridico per cui un “servizio” venisse affidato con delibera di Giunta e non, come previsto per legge, con decisione del Consiglio comunale.
Nei giorni scorsi la nostra battaglia è arrivata all’attenzione della competente Commissione consiliare (primo passaggio per il fondamentale approdo in Consiglio) dove qualche consigliere più attento evidentemente alle esigenze dei venditori di acqua minerale che a quelle dei cittadini-consumatori, ha posto il veto bloccando i lavori e rinviando ancora una volta tutto a data da destinarsi.
Per il bene dei nostri concittadini auspichiamo pertanto che presto venga redatto un regolare bando approvato dal Consiglio affinché la Casa dell’acqua venga affidata a coloro i quali garantiranno il miglior servizio a minor prezzo e, almeno questo, non sia più un fatto da invidiare ai vicini centri della Provincia.

Gianluca Fedele
Presidente Andare Oltre

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