martedì , 24 Novembre 2020

Oltre duecento mila euro per i cani randagi. Perché non creare un canile a Nardo?

Snocciolare i dati inerenti le spese che il Comune di Nardò sopporta per il fenomeno del randagismo fa venire i brividi: oltre duecentomila euro vengono destinati annualmente a “ricovero e custodia dei cani randagi”. Con scadenza regolare infatti il Settore Finanziario foraggia diverse strutture (alcune delle quali veri e propri lager) di ricovero per animali a Castrì, Corigliano D’Otranto, Casarano, ecc. per il sostentamento di animali accalappiati in territorio neretino.

Snocciolare i dati inerenti le spese che il Comune di Nardò sopporta per il fenomeno del randagismo fa venire i brividi: oltre duecentomila euro vengono destinati annualmente a “ricovero e custodia dei cani randagi”. Con scadenza regolare infatti il Settore Finanziario foraggia diverse strutture (alcune delle quali veri e propri lager) di ricovero per animali a Castrì, Corigliano D’Otranto, Casarano, ecc. per il sostentamento di animali accalappiati in territorio neretino.
Ma la nostra attenzione al tema è datata nel tempo poiché già dal 2011 ci occupammo della questione sottoponendo una interrogazione a firma del consigliere Pippi Mellone, dove si chiedeva all’amministrazione Risi quali fossero le intenzioni politiche per fronteggiare la problematica in maniera risolutiva. Ritornammo a riprendere l’argomento l’anno successivo spostando l’attenzione sugli ulteriori 3.000 euro spesi per la sterilizzazione di circa 60 cani, ma senza sortire effetti nell’interlocutore se non qualche sparata propagandistica.
Troviamo incredibile inoltre che per somme talmente ingenti di denari pubblici non siano previsti controlli, come ad esempio sul tenore di vita degli animali una volta ingabbiati; ci risulta che dei € 2,79/giorno destinati alle strutture, solo una esigua parte vada direttamente ai cani, ovviamente tramutata in croccantini.
In questo scenario di enorme sperpero economico e servizi totalmente inefficienti ci preme evidenziare come prolifico sia il contributo di cittadini volontari, angeli che a fronte di enormi spese personali, curano e talvolta adottano un numero impressionante di cani e gatti randagi pur di non saperli destinati a una fine triste.
Noi crediamo che nel giro di cinque anni, cioè il ciclo di un mandato amministrativo, si possano tranquillamente ammortizzare i costi creando qui stesso un canile, dato che si spendono, come già detto, più di 200 mila euro all’anno. Perciò il nostro impegno in questo senso, qualora dovessimo essere chiamati ad amministrare la città, sarà di realizzare una struttura di ricovero per animali abbandonati a Nardò al fine di abbattere innanzitutto i costi finora sostenuti e per garantire una esistenza migliore e più dignitosa ai nostri amici a quattro zampe che hanno conosciuto il freddo della strada.
Gianluca Fedele
Presidente Andare Oltre

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