mercoledì , 8 Luglio 2020

L’ex mattatoio di via Avetrana: conclusi i lavori di ristrutturazione per 525 mila euro

Nardò, Città anche del Sostegno e della Solidarietà per chi soffre e per chi è costretto a viver     in condizioni di disagio fisico e di disabilità.

Nardò, Città anche del Sostegno e della Solidarietà per chi soffre e per chi è costretto a viver     in condizioni di disagio fisico e di disabilità.

L’ex mattatoio di via Avetrana, conclusi i lavori di ristrutturazione per 525 mila euro  (ottenuti grazie ad un finanziamento  P.O FERS Puglia 2007- 2013), si appresta infatti a diventare sede delCentro diurno socio-educativo e riabilitativo, in grado di ospitare sino a 30 ospiti.

I lavori di ristrutturazione dell’ex mattatoio,realizzati su una superficie di 645 metri quadri di superfice coperta e 1250 di superfice scoperta,  sono iniziati nel novembre 2011, eseguiti dall’Impresa “Pantaleo De Pascalis”, su un  progetto redatto dall’ingegnere Michele Durante.

 I lavori sono stati ultimati nel marzo 2015. In Aprile è stato acquisito il certificato di agibilità

 La struttura, completadegli arredi e delle attrezzature, è dunque pronta  per essere utilizzata allo scopo cui è stata destinata.  Intanto,il prossimo 17 febbraio 2016, alle ore 12.00,  scade il termine per partecipare al Bando per l’affidamento in concessione della gestione della struttura. E’ di ieri mattina il sopralluogo presso la struttura di via Avetrana del sindaco Marcello Risi e   del vicesindaco, nonché assessore ai Servizi sociali, Carlo Falangone. Qui gli amministratori hanno preso atto con grande soddisfazione della compiuta trasformazione della struttura in un Centro che servirà il bacino di utenza dei Comuni dell’ambito numero 3 (Nardò, Lerverano , Copertino, Galatone Porto Cesareo e Seclì) di cui Nardò è capofila. 

Con questo intervento la nostra città diventa una Città per tutti. Più solidale e più vicina anche a chi vive con disagio e con disabilità”-hanno commentato gli amministratori che hanno annunciato che il Centro sarà inaugurato al più presto,  nelle more dell’aggiudicazione definitiva. 

Ilsoggetto che sarà individuatoattraverso il bando dovràgestirela struttura,pererogareil servizio semi residenziale di cui all’art. 60 del regolamento regionale 18.1.2007

Laduratadellaconcessioneèdi5 anni adecorreredalladatadiavviodella gestione,conprevisioneespressadiunrinnovo di altri tre (daattivareallascadenzadellaconcessione,previoprovvedimentoespresso ed a insindacabile giudiziodaparte dell’Ambito concedente.)

Il centro diurno socio‐educativo è una struttura socio‐assistenziale a ciclo diurno finalizzata al mantenimento e al recupero dei livelli di autonomia della persona e al sostegno della famiglia.

Il centro è destinato a soggetti diversamente abili, tra i 6 e i 64 anni, anche psicosensoriali, con notevole compromissione delle autonomie funzionali, che necessitano di prestazioni riabilitative di carattere sociosanitario. Per gli utenti minori la frequenza del centro è prevista esclusivamente per le attività extrascolastiche, ad integrazione e nel rispetto dell’obbligo di frequenza dei percorsi di studio previsti.

Il Centro puòospitare untotalecomplessivodi 30persone. Nell’ambitodei 30postidisponibili,15sonoriservatiagliutenti beneficiarideiBuoniServiziodiConciliazioneAnzianieDisabili.Il Centro, una volta operativo, sarà aperto percinque giorniallasettimanaperalmenoottoorealgiorno,conchiusurainduesettimanenelmesediagosto,ein12giorniperfestivitàvarie(Natale, Pasqua,Lunedìdell’Angelo,1Maggio,25Aprile)peruntotalecomplessivostimatodi238giornil’anno.

I Centri Diurni, o strutture semiresidenziali aperti almeno sei-otto ore al giorno, offrono vari servizi di natura socio-assistenziale agli anziani e agli altri ospiti disabili, con l’obiettivo di aiutarli a mantenere la propria autonomia e a continuare a vivere nella propria casa.Contenuto pagina

​​. Gli utenti possono usufruire dell’ospitalità e dei servizi del centro per una parte della loro giornata.Il Centro si fonda infatti su un modello assistenziale e culturale che considera questo servizio come luogo di “abitazione”, nel quale mantenere e proseguire per quanto possibile le abitudini proprie dell’ambiente familiare, compatibilmente con le esigenze di vita comunitaria

“Innegabile l’innalzamento della qualità della vita per molte famiglie del  territorio – hanno dichiarato il  sindaco Marcello Risi e l’assessore ai Servizi sociali Carlo Falangone. “L’obiettivo perseguito” – ha dichiarato il primo cittadino –  è la valorizzazione della persona intesa come risorsa della società, favorendone per quanto possibile la permanenza al proprio domicilio, presso il nucleo familiare diappartenenza.In questo quadro di riferimento anche la permanenza diurna, in strutture comunitarie, acquista un valore non solo di cura ma anche di prevenzione del processo invalidante, nel più totale rispetto dei bisogni e della cultura di ciascuno, 

Il Centro Diurno, in base alle indicazioni del Ministero della Salute, deve essere dotato di determinate caratteristiche: oltre ad essere privo di barriere architettoniche, gli spazi interni del Centro devono facilitare l’orientamento e l’accesso ai servizi igienici e favorire l’attività fisica, sia all’interno (spazi per l’attività motoria), sia all’esterno.

Il centro” – ha spiegato l’assessore Falangone –  sarà organizzato in maniera tale da offrire spazi per attività educative indirizzate all’autonomia; attività di socializzazione e di animazione; attività espressive, psico-motorie e ludiche; attività culturali e di formazione; zone relax interne ed esterne; attività motorie all’aperto. Sono previsti inoltre, interventi specialistici terapeutico/riabilitativi realizzati con educatori professionali, a seconda degli specifici bisogni dell’utente, sulla base del modello organizzativo del Servizio Sanitario Regionale, quali: fisioterapia, terapia del linguaggio, musicoterapia, idroterapia, psicomotricità.”

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