mercoledì , 21 Aprile 2021

Bomba o non bomba! L'incendio, le parole, i pensieri

Quella alla quale stiamo assistendo è sicuramente una campagna elettorale atipica. Iniziata con largo anticipo, probabilmente grazie o a causa della candidatura “prematura” di Pippi Mellone,  che sii è trascinato dietro tutto il resto della politica neritina. Basti pensare che cinque anni addietro i giochi si chiusero all’ultimo momento con il “gran rifiuto” dal parte di Giancarlo De Pascalis ed il conseguente passaggio di alcuni esponenti di peso nella coalizione di Marcello Risi che, di fatto, consentirono all’attuale Primo Cittadino di essere eletto.

Quella alla quale stiamo assistendo è sicuramente una campagna elettorale atipica. Iniziata con largo anticipo, probabilmente grazie o a causa della candidatura “prematura” di Pippi Mellone,  che sii è trascinato dietro tutto il resto della politica neritina. Basti pensare che cinque anni addietro i giochi si chiusero all’ultimo momento con il “gran rifiuto” dal parte di Giancarlo De Pascalis ed il conseguente passaggio di alcuni esponenti di peso nella coalizione di Marcello Risi che, di fatto, consentirono all’attuale Primo Cittadino di essere eletto.
Una campagna elettorale dai toni piuttosto accesi frutto, probabilmente, del clima che si respira anche a livello nazionale con i cittadini sempre più stanchi ed arrabbiati nei confronti dei politici che, a dir la verità, fanno ben poco per tentare di rasserenare gli animi.
Da ciò viene piuttosto semplice collegare alcuni atti delittuosi proprio al clima che si respira. Ma, a parere di chi scrive, tale accostamento risulta un tantino forzato. Certo, sarebbe molto più corretto che la campagna elettorale avesse toni meno accesi che si basassero sui programmi, su quello che si ha intenzione di fare per Nardò e non, invece, su attacchi personali fatti di botta e risposta che, per loro stessa natura, si trasformano di sovente in un “merdaio” (scusate il termine) di parole e offese sempre più pesanti. In pratica accusa, replica, controreplica e contro controreplica corrono il rischio, nella ricerca disperata dell’incisività e del consenso, di diventare una specie di discarica dover riversare pensieri e parole.
Detto questo, però, il gesto di uno sconsiderato (seppur vogliamo attenerci alla matrice politica di quel gesto) risulta difficilmente collegabile a questo clima. L’auspicio, però, è che questo atto, condannabile e schifoso, serva a rasserenare gli animi, non tanto per la paura che possa generare altri atti criminosi, quanto, in realtà, perché sarebbe giunto il momento di sentire parlare di programmi e delle ricette che ogni esponente politico ha in mente per Nardò e per i suoi cittadini. Cosa che, fino ad oggi, è risultata più un’utopia (fatta salva qualche rara eccezione) che, come in realtà dovrebbe essere, una prassi consolidata.

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