mercoledì , 28 Ottobre 2020

Gestione dei reflui di Nardò e Porto Cesareo: a che gioco stiamo giocando?

Gestione dei reflui di Nardò e Porto Cesareo: a che gioco stiamo giocando? A questo punto è necessario un gruppo di lavoro.

Gestione dei reflui di Nardò e Porto Cesareo: a che gioco stiamo giocando? A questo punto è necessario un gruppo di lavoro.

La domanda su che gioco stiano facendo Regione ed AQP sorge spontanea guardando le carte del progetto, presentato dall’Acquedotto Pugliese per la verifica di assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), per l’adeguamento dell’impianto di depurazione di Porto Cesareo e la costruzione del collettore emissario a servizio dell’agglomerato di Porto Cesareo.

Come si ricorderà, il tracciato del collettore emissario necessario a far confluire i reflui depurati di Porto Cesareo a quelli di Nardò era inizialmente previsto all’interno del Parco Naturale di Portoselvaggio – Palude del Capitano. Ora, attraverso la variante progettuale proposta, l’AQP tenta di ottemperare a quanto stabilito nel protocollo d’intesa siglato il 30 settembre 2015 tra AQP, Regione Puglia, Autorità Idrica Pugliese e Comune di Nardò, modificando tale tracciato e portandolo nei pressi del “Villaggio Resta”.

Tutto questo andrebbe bene se non fosse che il progetto da presentare a cura dell’AQP dovrebbe essere rispettoso di tutti i termini del protocollo sottoscritto e non solo di una parte. Proprio questa circostanza, d’altro canto, ha sempre spinto il Comune di Nardò ad esprimere parere negativo.

Sarà un caso, ma la modifica progettuale presentata da AQP di fatto “sana” la criticità emersa durante i tavoli tecnici tenutisi a Roma sulla questione che, per il Ministero dell’Ambiente, andava assolutamente superata. Per il resto tutto è alquanto aleatorio.

Altre circostanze, infatti, ci lasciano perplessi. A partire dal fatto che qualcuno si era “dimenticato” di trasmettere il progetto al Comune di Nardò al fine di pubblicarlo per eventuali osservazioni per la verifica di assoggettabilità a VIA, per arrivare al contenuto della Delibera del 25 Maggio scorso con cui la giunta regionale della Regione Puglia ha approvato il programma degli interventi ammissibili a finanziamento del servizio idrico integrato dei comparti depurativo/recapiti e idrico/ fognante, inserendo la realizzazione della condotta sottomarina e gli interventi di completamento del servizio idrico e fognante nel Comune di Nardò. E il resto delle opere previste dal protocollo che fine fanno?

In ogni caso, alla luce della recente nota del Ministero dell’Ambiente, torniamo a chiedere con forza di attendere le prossime linee guida europee al fine di valutare la migliore soluzione possibile per il recapito finale dei reflui depurati del nostro territorio.

La questione va tenuta sotto controllo, da qui la necessità di istituire un tavolo a livello locale che predisponga le necessarie osservazioni al progetto e che vigili affinché le linee guida europee valgano anche per Nardò.

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