giovedì , 9 Luglio 2020

Cronaca di una giornata storica. O forse no!

Niente scarico in mare, se non in caso di emergenza. Niente condotta.

Affinamento delle acque al massimo grado possibile. Otto milioni di euro per la fogna nelle marine. 

Questo quanto è venuto dal consiglio comunale di oggi. Una vittoria su tutti i fronti che farebbe di Nardò una città virtuosa dal punto di vista del recupero delle acque reflue.

Solo che tutto questo, al momento, appare ben lontano dall’essere realizzato. Al di là delle parole di circostanza, delle buone intenzioni, dei progetti di fattibilità restano alcuni ostacoli che, nonostante le rassicurazioni, sembrano macigni difficili da spostare anche solo di un millimetro.

La prima perplessità riguarda i tempi della “notizia”: da anni si discute sulle possibili soluzioni. Sulla questione si è assistito a scontri piuttosto “vivaci” tra gli esperti del settore. Possibile che solo ora si sia arrivati ad una soluzione definitiva a pochi giorni, cioè, dalle elezioni interne al Pd che vedono Emiliano in corsa per la carica di Segretario?

Poi, al momento, la legge non consentirebbe questo tipo di soluzione. Occorrerebbe, come affermato questa mattina dall’ingegnere Valenzano, andare in deroga all’attuale normativa il che, tradotto in soldoni, non è scontato come si vuol far credere.

Insomma, i dubbi sono tanti e le certezze poche. Se si considera, poi, che le promesse provengono dalla Regione che in questi anni ha più volte disatteso protocolli e promesse, chi oggi canta vittoria e parla di svolta epocale dovrebbe andarci più cauto per non correre il rischio di fare, per rimanere in tema, una figura di melma.

L’augurio, ovviamente, è che tutte queste buone intenzioni diventino realtà ma, al momento, come più volte ribadito la strada è sinceramente lunga e tutta in salita.

 

Roberto De Pace

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