lunedì , 28 Settembre 2020

Dimissioni! Non si placa la polemica dopo il blitz anticaporalato

Il blitz dei carabinieri che ha portato all’arresto di un cittadino extracomunitario  e alla denuncia di un imprenditore neritino, continua a tenere banco a Nardò.

L’uomo è stato denunciato in stato di libertà per l’impiego di manodopera mediante attività di intermediazione, in condizioni di sfruttamento e per la palese e reiterata violazione della normativa in materia di lavoro e di igiene.

La notizia, di per sé, non costituirebbe una novità per il territorio neritino, se non fosse che l’uomo denunciato è il suocero di u assessore della Giunta Mellone. Su questo argomento, insorge l’opposizione tutta, ad eccezione del consigliere Sandro Presta, che chiede le dimissioni del componente della squadra del sindaco.

“La notizia della denuncia nei confronti di un imprenditore, che a distanza di poche ore si scopre essere il suocero dell’Assessore ai servizi sociali e welfare del Comune di Nardò, che ha visto, anche, l’arresto di un caporale, rappresenta un fatto gravissimo. Crediamo fermamente – dichiara in maniera netta l’intera opposizione – che per ragioni di opportunità l’Assessore debba rassegnare le sue irrevocabili dimissioni e Mellone assumersi la responsabilità, qualora dovesse tenersi un eventuale processo, di far costituire parte civile il Comune di Nardò. Non sarebbe concepibile una condotta diversa rispetto a quanto annunciato dall’attuale Sindaco, fino ad ora, sul tema del caporalato. A meno che, ma non ce lo auguriamo, egli non faccia dei distinguo tra i vari procedimenti giudiziari che hanno alla base uguali reati”.

Una brutta gatta da pelare, dunque, per Mellone su di un argomento che da sempre ha suscitato enormi polemiche e scambi di accuse ma che, raramente, ha portato a risultati concreti.

 

 

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