mercoledì , 30 Settembre 2020

Il mio ultimo album lo devo a lui. Ed il ‘lui’ in questione è di Nardò. Stupitevi!

Ci sono due tipi di librerie: quelle piene zeppe di libri dove, però, entri, guardi, acquisti e vai via. Dove il rapporto cliente/titolare è praticamente inesistente. Poi ci sono quelle romantiche. Che hanno un “sapore”  dolce dove il libraio, diventa il protagonista. Un amico, un confidente oltre che un consigliere.

A Nardò questa libreria esiste ed è quella di Angelo Lezzi. Se ne accorgono in tanti e se n’è accorto anche Mannarino. Il cantautore italiano, quello di “Me so mbriacato” ha dedicato al “suo” libraio un lungo post su Facebook nel quale rende merito ad Angelo di avergli  ispirato il suo ultimo album.

“Ci sono incontri artistici – scrive Mannarino – che ti cambiano, che illuminano sentieri che prima non avresti potuto immaginare, ci sono incontri poetici che ti costringono a vedere la vita e la tua propria esistenza sotto un’altra lente, con un filtro nuovo. Chissà se il libraio neretino che un paio d’anni fa mi consigliò un libro di poesie in dialetto romagnolo di Nino Pedretti sapeva che avrebbe deviato e ispirato il mio percorso, condizionando la scrittura e le sorti del mio ultimo album. Il senso infinito di precarietà del vivere, l’attaccamento alle piccole irripetibili cose del mondo, la ribellione pacata e sorridente, e i silenzi che ho trovato nelle pagine di Pedretti mi hanno accompagnato durante la creazione di “Apriti Cielo”, in cui ci sono anche alcuni riferimenti testuali alla poesia del poeta romagnolo come quell’immagine della terrazza che ho preso in prestito per Arca di Noè. Grazie a Angelo Lezzi, della libreria “i Volatori” di Nardò, che in un antro, nascosto nella pietra, continua ogni giorno in silenzio a salvare quel che resta del mondo”‘

Grazie Angelo e lunga vita a “I Volatori”.

 

 

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