martedì , 29 Settembre 2020

Da Nardò a Londra per raccontarci le differenze

Intervista a François Fracella

Cosa ne pensi della differenza di misure di lockdown tra Italia e Inghilterra?
Credo che entrino in ballo sostanzialmente le differenze culturali tra i due popoli. Per avere un risultato cosi’ netto come e’ avvenuto in Italia dovevano “alzare l’asticella”, con una severità di misure che qui non avrebbero mai accettato. Prima del lockdown lo stesso Boris Johnson ha più volte ripetuto che avrebbero puntato molto sul buon senso della popolazione. Quando lo diceva ero scettico, avendo sotto gli occhi quello che stava succedendo in Italia, ma credo di poter dire ormai che abbiano avuto gli stessi risultati con meno severità. Nessuna autocertificazione, e’ stato sempre concesso fare sport (corsa, bici e passeggiate) ed in generale la percezione che ho sempre avuto e’ stata quella del buon senso. Sono stato quasi ogni giorno in giro a piedi per andare al ristorante o fare sport (molto meno la seconda, ahimè…) e mai nessun poliziotto mi ha fermato, nonostante ce ne fossero tantissimi in giro. Ho semplicemente rispettato distanze e usato la mascherina.

E riguardo il supporto del governo per i business?
Io sono gestore e co-proprietario di un ristorante in una zona residenziale nel centro di Londra. Mi sono sentito tutelato dal primo giorno in un modo cosi’ importante che non mi sembra vero. Noi Italiani facciamo fatica ad abituarci a questi trattamenti, nonostante conosca questo paese dal 1996.
Parlo direttamente del nostro caso, del ristorante, per spiegare. Dal primo giorno hanno cancellato (quindi, non rimandato) le business rates per tutto il corrente anno fiscale (1 aprile 2020/31 marzo 2021), una tassa che nel mio caso ammonta a 32700 sterline (circa 38 mila euro). Alle attività con business rates fino a 25mila sterline hanno inoltre dato a fondo perduto 25 mila sterline, oltre a cancellare le business rates. Notizia di oggi, ci sono in corso petizioni e discussioni varie per dare le 25 mila a fondo perduto ad attività che pagano fino a 150mila di business rates. Ma quest’ultima non e’ una certezza. Tutto il nostro staff riceverà l’80% del loro stipendio pagato dal governo. Accesso a finanziamenti a tasso zero per i primi 12 mesi, garantiti dallo stato.
Inoltre ci hanno dato la possibilità di rimanere aperti per asporto, che grazie alla già forte presenza di piattaforme come Deliveroo, Ubereats e Justeat e’ risultato essere un ottimo aiuto che ci consente di non arretrarci con affitti e bollette. Ovviamente le due persone che ci lavorano oltre a me non avranno diritto all’aiuto del governo. Oltretutto, il 95% dei clienti che ci ordinano sono nuovi, quindi questo ci porterà ulteriore business quando tutto tornerà normale, visto che il raggio di chiamata e’ di 2 miglia intorno al nostro ristorante, quindi potenzialmente tutta clientela nuova.
Organizzarsi per fare asporto in sicurezza e’ veramente facile e non capisco perché alcuni amici in Italia con attività esclusivamente d’asporto non abbiano potuto continuare a fare il loro lavoro, lo trovo assurdo.

La tua percezione della risposta Uk alla pandemia?
La risposta UK dal punto di vista pandemico ha avuto non poche critiche, sia per i tempi che per i modi. Molti Italiani a Londra ad un certo punto, avendo sotto gli occhi quello che succedeva in Italia, hanno avuto paura e hanno fortemente criticato il governo UK sulle piattaforme social, o sui gruppi di Italiani a Londra. Io sono stato un po scettico all’inizio verso la pandemia ma presto mi sono adeguato, ci ha pensato mia moglie ad indottrinarmi. Abbiamo qualcosa come 33 tipi di mascherine, diversi tipi di Gel e procedure rigidissime quando rientro a casa, tanto che andare a lavorare e’ la parte più facile.
La risposta UK dal punto di vista del supporto ai business e’ senza dubbio forte, reale e semplice da accedere. Le business rates ad esempio le hanno cancellate, ovvero non abbiamo dovuto muovere un dito per usufruirne. Email giornaliere dal governo e da altri enti locali. Chiarezza dei messaggi e degli aiuti. Perche’ in Italia non e’ andata cosi’ e’ diventata una mia battaglia personale. Ovviamente qui a ridosso della Brexit non potevano non dare un messaggio forte di nazione autonoma e forte per dimostrarlo al mondo intero che Brexit era la strada giusta. Quindi questa motivazione credo faccia parte dei motivi, ma soprattutto, alla base c’e’ un economia forte, un mercato del lavoro mai fermo perche’ meno tutelato, una tutela maggiore (per usare un eufemismo) degli imprenditori, una maggiore propensione dei politicanti ad agire, a fare politica sulla base del raggiungimento di obiettivi.

UK o Italia?
Il mio grandissimo sogno rimane l’Italia, patria di talenti e bellezza senza rivali al mondo, con una organizzazione ed un governo alla inglese. Potrebbe chiamarsi Paradiso poi.

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