martedì , 29 Settembre 2020

EDUCATORI E OSS DELL’AMBITO DI ZONA, REPLICA ALLA CGIL

Dura replica al sindacato da parte del coordinamento istituzionale dell’Ambito Sociale di Zona

“Sindacato confuso e impreparato, questa presa di posizione è vergognosamente opportunistica”. Così il coordinamento istituzionale dell’Ambito Territoriale Sociale n. 3 replica alla Cgil Funzione Pubblica della provincia di Lecce che in una nota a firma del segretario provinciale Floriano Polimeno ha evidenziato la condizione degli operatori del servizio di integrazione scolastica e assistenza specialistica operanti nei comuni dell’Ambito. Il coordinamento è presieduto dall’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Nardò Maria Grazia Sodero ed è composto dai colleghi assessori Silvia Tarantino (Porto Cesareo), Ines Cagnazzo (Leverano), Concettina Bongiorno (Seclì), Caterina Dorato (Galatone) e Pierluigi Nestola (Copertino).
“Occorre evidenziare – proseguono i componenti del coordinamento – che il problema dell’impiego diciamo “estivo” degli operatori non nasce certo nel 2020. È un nodo antico, per il quale in passato la stessa Cgil si era impegnata presso le istituzioni regionali e nazionali senza riuscire a ottenere nulla (nemmeno un incontro). La particolarità di quest’anno è il fatto che il Decreto Dignità ha imposto alle cooperative di assumere i lavoratori a tempo indeterminato, novità che ha impedito agli stessi di usufruire di ammortizzatori sociali. Siccome negli anni scorsi la condizione contrattuale consentiva di beneficiare della Naspi, il problema per la Cgil semplicemente non esisteva. Il bisogno degli operatori, per carità, è assolutamente legittimo, ma così il sindacato dimostra un opportunismo francamente inaccettabile. Anche perché le parti sindacali, Cgil compresa, erano presenti alla sottoscrizione degli accordi.
L’Ambito ha assegnato un appalto per la gestione del servizio di integrazione scolastica e gli assegnatari non possono certo fare attività extra bando. Ma è chiaro che, essendo un Ambito che lavora con scrupolo e che con i mezzi a disposizione garantisce i diritti degli utenti e dei lavoratori, siamo assolutamente disponibili a soluzioni di qualche tipo che siano possibili sia per la presenza di risorse finanziarie utili allo scopo, sia nell’ambito di un quadro normativo nazionale e regionale che giustifichi il servizio nell’arco di 12 mesi e non di 9, com’è attualmente. Chi lavora nel settore e ha una minima dimestichezza di procedure e norme, sa benissimo che l’impiego degli operatori in estate necessità di un servizio entro cui inquadrarli, di contemplarlo per tempo nel piano sociale di zona, di redigere il progetto, di individuare le risorse e di fare le procedure di gara per l’affidamento. Non basta certo un depliant depositato su una scrivania (e non notificato all’Ambito) durante una riunione in cui si parlava d’altro. Non possiamo sic et simpliciter fare nostro un progetto che si fa altrove.
Peraltro, il problema è stato affrontato anche durante il lockdown in videoconferenza e senza tanti allarmismi, da altre organizzazioni sindacali, evidentemente più attente, che hanno proposto soluzioni in accordo alle cooperative, alle quali l’Ambito ha sempre risposto positivamente.
Quanto al Pd di Nardò – chiudono dal coordinamento – se la volontà è quella di intervenire proficuamente sulle problematiche lavorative degli educatori e degli oss, è essenziale che lo faccia nelle sedi opportune e non con i comunicati stampa e con la solidarietà pelosa ai lavoratori. Possibilmente documentandosi, visto che le cooperative, tanto per dirne una, non fanno altro che applicare le tariffe stabilite da CCNL”.

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